Esposizione “Verbum Domini” Roma, Italia

Quando David Maycock, architetto incaricato dalla Collezione Green, la più grande raccolta al mondo di rari testi biblici e antichità, seppe della possibilità di esibire alcuni di quegli oggetti preziosi nella Sala Esposizioni del Braccio di Carlo Magno, adiacente alla Basilica di San Pietro a Roma, era consapevole che il processo di progettazione, produzione e installazione avrebbe dovuto essere estremamente razionalizzato ed attentamente orchestrato per rispettare la data di apertura prevista per il primo di marzo del 2012.

Dato che era la prima volta che la collezione della famiglia Green veniva mostrata al di fuori degli Stati Uniti e che tutta la logistica doveva essere coordinata con il Vaticano, particolare attenzione è stata prestata ad ogni dettaglio – dai report di verifica realizzati dal Museo Vaticano e dai curatori delle Collezioni Green fino ai piani operativi realizzati da Arteria ed alla installazione ad hoc dei drappeggi murari, delle collezioni, delle attrezzature e dei manufatti.

L’esposizione fu chiamata Verbum Domini, “La parola del Signore” e patrocinata dal Pontificio Consiglio per la Cultura come parte dell’obiettivo del Vaticano di creare un collegamento tra i visitatori e la storia della Bibbia. Oltre ai 150 pezzi della collezione appartenente alla famiglia Green, la Mostra comprendeva oggetti in prestito da collezioni private di tutto il mondo.

“il tempo è stata la sfida più grande perché stavamo realizzando la mostra “Passaggi” ad Atlanta quando nacque la possibilità di realizzare la mostra vicino al Vaticano,” spiega Maycock. “Ho subito redatto una bozza d’intervento, riaggiornandola dopo aver visitato il sito ad inizio dicembre del 2011. Le parti dell’allestimento sono state realizzate negli Stati Uniti e spedite via nave in Italia.”. Sin dal progetto per i drappeggi, Maycock chiese a Dan Arnold di Sight and Sound Theater (SS&T) lo Studio che realizzò alcuni elementi dell’allestimento per la mostra Passaggi, chi gli avrebbe consigliato per realizzare stampe su cotone in grande formato, la risposta di Arnold fu: Big Image Systems.

Poichè si avvicinava la data di apertura, prese una squadra di tecnici e artisti tra le 12 e le 16 persone e le mise a lavorare a tempo pieno per costruire le scene, installare i contenitori per gli oggetti da mostrare e i tessuti, collocare correttamente gli oggetti d’arte e i testi. I drappeggi prodotti da Big Image furono installati per primi.”abbiamo dovuto montare e tagliare il tessuto sul posto a causa dei muri fuori piombo, dei pavimenti e dei soffitti inclinati” dice Larry Sterling, direttore dei lavori per Big Image.

The interior conditions weren’t the only unusual ones. Since the exhibition building was being renovated, scaffolding being used for exterior repairs could be seen through windows near the exhibit’s main entry. To remedy this situation, Big Image produced scrims that made these windows appear to have stained glass. The outside front and side scaffolding also had to be covered — as did signage announcing contributors and providing directions.

“I bordi superiore e inferiore dei drappeggi hanno dovuto allinearsi con quelli, in stile monastico, dei pezzi da esposizione”. Le condizioni degli ambienti interni non erano le sole ad essere inusuali. Poiché il palazzo dell’esposizione doveva essere restaurato, si sarebbero potuti vedere, attraverso le finestre vicine all’entrata principale della mostra, i ponteggi utilizzati per i restauri delle facciate esterne. Per porre rimedio a questa situazione, Big Image ha prodotto tessuti semitrasparenti che simulavano vetri colorati alle finestre. Il fronte esterno ed il lato ponteggi dovevano pure essere coperti, cosa che fu poi realizzata.

La mostra, ultimata, incluse otto gallerie nelle quali veniva raccontata la storia dei contributi delle religioni Ebraica, Ortodossa, Cattolica e Protestante alla traduzione, allo sviluppo e alla conservazione della Bibbia. Ogni galleria ha avuto per tema scenografie che simulavano archi e pareti in pietra per riprendere il contesto storico nel quale i manufatti erano originariamente stati creati. Oltre a partecipare all’iniziale sopralluogo per effettuare misurazioni e documentare le condizioni esistenti, lo staff di Big Image collaborò anche nella scelta delle opere da collocare nel contesto dei drappeggi murari. Le immagini furono poi ritoccate e scalate per raggiungere le dimensioni adeguate.

Il progetto completo richiese oltre 12.000 piedi quadrati di immagini stampate su tessuti che furono prodotte nell’arco di due settimane ed installate sul muro perimetrale dell’area della mostra. In fase di allestimento della mostra arrivavarono mail e telefonate con richieste di ulteriori immagini. Un terzo delle ordinazioni furono realizzate basandosi sulle misurazioni effettuate dal team sul posto mentre la mostra era già aperta. Quasi 4.000 piedi quadrati di segnaletica esterna per le installazioni furono realizzati durante l’ultima settimana prima dell’apertura della mostra.

Da ogni punto di vista, la mostra è stata un successo. E’ stata inaugurata come previsto il 1° marzo ed è proseguita fino al 15 aprile del 2012. “L’architetto del Vaticano era così soddisfatto dell’andamento della mostra che decise di mantenere sul posto le contro finestre in tessuto che simulavano il vetro colorato” dice Maycock “Contatteremo Big Image per le esposizioni future”.

verbum-domini_italy